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10th Mar

Delitto e castigo

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traduzione Emanuela Guercetti (Giulio Einaudi Editore) con Anna Amadori, Marco Cacciola, Diana Höbel, Margherita Laterza, Leonardo Lidi, Paolo Musio, Renata Palminiello, Enzo Vetran scene e costumi Larisa Lomakina luci Tommaso Checcucci assistente alla drammaturgia Yana Arkova assistenti alla regia Teodoro Bonci del Bene e Mila Vanzini produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione

Quarant’anni, moscovita, Konstantin Bogomolov è tra le voci più lucide della scena contemporanea, astro nascente del panorama russo ed europeo. In quest’occasione dirige un gruppo di attori italiani.

Alla domanda cosa significa portare in scena oggi un romanzo come “Delitto e castigo” risponde: «Significa innanzitutto cercare il modo di rapportarsi a un materiale fortemente arcaico. Scoprire come padroneggiare l’inattualità del tema trattato. Le domande che ci si poneva nel XIX secolo non sono più formulate oggi con lo stesso pungente impulso di trovare una risposta. Il dubbio se sia giusto o meno uccidere non è più un argomento così attuale; ciò probabilmente dipende dal modo in cui la nostra società si è evoluta e si sta evolvendo. È importante quindi riuscire a dare nuova linfa a queste domande, e nuova vita all’argomento che stiamo affrontando.
Dopo lo scioglimento dell’unione sovietica – spiega Bogomolov – è cambiato molto il punto di vista dei russi rispetto alla letteratura classica perché il contesto in cui viviamo è cambiato moltissimo. Ritengo che il mio sguardo sulla letteratura russa sia molto diverso da quello che può avere uno spettatore europeo. Sono convinto che bisogna accostarsi a Dostoesvkij con leggerezza, lui è stato un autore che non ha avuto paura di essere radicale, è stato un autore molto ironico, come per altro lo è stato Cechov. Lavorare su Dostoesvkij per me è una gioia e l’ho fatto assieme agli attori cercando di confrontarmi sul nostro tempo».