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19th Apr

WE HAVE A DREAM: UN FESTIVAL CHE DANZA

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Le inquietudini dell’incompiuto poema Hérodiade di Mallarmé tradotte nella coreografia Erodiade – Fame di vento (18 giugno) firmata da Julie Ann Anzilotti o la tensione irrisolta delle visioni scomode e memorabili di A Letter to My Nephew (11 luglio)?
Mentre quest’ultima – testimone del vissuto personale quanto dell’impegno politico di Bill T. Jones – arriva a Ravenna in prima nazionale, Tango Glaciale Reloaded (1 luglio) è una “macchina del tempo”, che ricarica la rivoluzionaria pièce di Mario Martone su tre giovani interpreti che all’epoca della storica prima napoletana – nel 1982 – non erano ancora nati.
Danza incontra teatro, ma anche arti visive – segno distintivo di Erodiadela scenografia di Alighiero e Boetti – e lighting design: alle origini di Apparizione (29 giugno) c’è la fortunata diade artistica fra il coreografo Emio Greco e il lighting designer olandese Pieter C. Scholten, arricchita dalla visionaria partitura di Franck Krawczyk per sette danzatori, un pianista, voci di bimbi e tecnologia digitale.
A chiusura del Festival le proporzioni apollinee di Roberto Bolle (22 luglio), il più amato dei ballerini italiani e vera e propria icona della danza.

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